Preconcetti

Spero che lo spirito del tango moderno e senza radici continui a diffondersi sempre più tra tutti noi ma soprattutto tra i maestri di tango che insegnano quasi tutti su musica esclusivamente tradizionale trascurando il fatto che il tango moderno esiste e, bigottismo a parte, non c’è nulla di male ad interpretarlo ballando, come hanno fatto e continuano a fare quasi tutti i più grandi maestri di tango (argentini e non).

L’abitudine a ballare sulle musiche che si ascoltano fin dai primi passi, nel momento didattico, in sono maggiori l’attenzione, il fascino e lo sforzo cognitivo è la principale causa a mio avviso del senso di inibizione che alcuni provano nel ballare musiche che vadano oltre gli anni d’oro del tango.

Questo è sintomo di grande chiusura mentale, ed è stato accertato da me personalmente in alcune occasioni in cui ho provato ad analizzare i comportamenti di “provetti ballerini” nel momento in cui inizia una tanda e che è giunto il momento di raccontare.
Quando venivano proposte orchestre moderne come i Color tango, o i Fervor de BSAS o il Sexteto Milonguero o los Reyes del Tango, Solo Tango ecc… questi ballerini non si alzavano per ballare, nonostante il brano fosse classico, e questo fenomeno mi ha sempre incuriosito.

L’esperimento che ho fatto e che qualsiasi collega musicalizador potrà ripetere visto che voglio mettere in rete alcuni brani è stato quello di “invecchiare” alcune tandas di orchestre moderne aggiungendo il rumore dato dal vinile e filtrando artificialmente le frequenze assimilandole a quelle di un’orchestra anno 30/40.

Ebbene le stesse persone si sono alzate per invitare a ballare senza nemmeno sapere che orchestra stesse suonando, allora la mia conclusione è stata che, almeno in Europa dove pochi ballerini hanno una cultura tale da poter riconoscere l’orchestra che sta suonando dalle prime note, il criterio per scegliere se ballare o no è un criterio MERAMENTE PRECONCETTUALE.
Tutto questo senza voler generalizzare, ma solo per aiutarci a riflettere.